
Spreco d'acqua dell'osmosi inversa: i numeri reali
Lo spreco d'acqua dell'osmosi inversa è l'acqua che l'impianto manda allo scarico per lavare la membrana mentre produce l'acqua trattata. Secondo Altroconsumo, per ogni litro di acqua osmotizzata prodotta un impianto domestico ne manda allo scarico tra 1 e 2 litri. Per una famiglia di quattro persone che beve dal depuratore tutta l'acqua che oggi compra in bottiglia, significa da circa 1.000 a 2.000 litri l'anno in più allo scarico. Il dato del singolo modello va chiesto al produttore.
Perché l'osmosi inversa scarta acqua
L'osmosi inversa scarta acqua perché la membrana trattiene i sali e le impurità: un flusso d'acqua continuo li porta via, altrimenti la membrana si intaserebbe in poco tempo.
Nel Depuratore a osmosi inversa l'acqua di rete viene spinta contro una membrana con pori finissimi. Da una parte esce l'acqua trattata, con meno sali; dall'altra resta un'acqua più ricca dei sali trattenuti, che va allo scarico.
Altroconsumo spiega che, per le dimensioni compatte dei depuratori domestici, gli impianti sfruttano il flusso tangenziale dell'acqua sulla membrana: l'acqua scorre lungo la superficie e porta via ciò che la membrana trattiene. È questo flusso a produrre lo scarto.
Lo scarto, quindi, non è un difetto di un modello, ma una conseguenza del modo in cui funziona l'osmosi. La domanda utile non è "spreca o non spreca?", ma "quanto spreca, e quanto conta per la mia famiglia?".
Quanta acqua si scarta: il dato delle fonti
Secondo Altroconsumo, per ogni litro di acqua osmotizzata un impianto domestico manda allo scarico tra 1 e 2 litri di acqua potabile: significa che dal rubinetto passano in tutto da 2 a 3 litri per ogni litro bevuto.
Il dato di Altroconsumo è una media per gli impianti domestici. Nella stessa pagina l'associazione parla di "un'efficienza di filtrazione piuttosto bassa" e inserisce lo spreco idrico tra gli svantaggi dell'osmosi inversa, accanto all'eccessivo impoverimento di sali minerali.
Nei materiali commerciali capita di leggere rapporti diversi, a volte migliori e a volte peggiori. Il rapporto reale dipende dal modello e dalle condizioni dell'acqua di casa: per questo il dato più utile è quello che il produttore indica per il modello che sta valutando.
Come si legge il rapporto di scarto
Il rapporto si scrive spesso come "1:1" o "1:2": il primo numero è l'acqua trattata, il secondo quella allo scarico. Un rapporto 1:1 vuol dire un litro allo scarico per ogni litro bevuto; un rapporto 1:2 ne vuol dire due. Quando lo chiede, si faccia dire anche in quali condizioni è stato misurato.
Quanto conta per una famiglia in un anno
Per una famiglia che beve dal depuratore tutta l'acqua che oggi compra in bottiglia, lo scarto va da circa 257 a 514 litri l'anno per ogni persona, secondo i dati di consumo e il rapporto indicato da Altroconsumo.
Come base usiamo il consumo medio di acqua minerale in Italia, circa 257 litri per persona all'anno nel 2024 secondo i dati riportati da Newsfood. Moltiplicando per il rapporto di scarto indicato da Altroconsumo si ottiene l'acqua in più mandata allo scarico.
| Famiglia | Acqua bevuta dal depuratore | Scarto con rapporto 1:1 | Scarto con rapporto 1:2 |
|---|---|---|---|
| 1 persona | 257 litri | 257 litri | 514 litri |
| 2 persone | 514 litri | 514 litri | 1.028 litri |
| 3 persone | 771 litri | 771 litri | 1.542 litri |
| 4 persone | 1.028 litri | 1.028 litri | 2.056 litri |
Per dare una misura: 1.000 litri sono un metro cubo, l'unità con cui il gestore idrico calcola la bolletta. Per una famiglia di quattro persone lo scarto aggiunge quindi da uno a due metri cubi l'anno ai consumi di casa, se l'osmosi viene usata solo per l'acqua da bere.
Se il depuratore viene usato anche per cucinare, per il caffè e per lavare frutta e verdura, i litri trattati aumentano e lo scarto cresce nella stessa proporzione.
Scarto e bottiglie: un confronto onesto
Lo scarto va messo a confronto con quello che il depuratore evita: le bottiglie da comprare, trasportare e smaltire; sono due costi ambientali diversi, e nessuno dei due è zero.
Una famiglia di quattro persone che beve acqua in bottiglia porta a casa, con i consumi medi, circa 685 bottiglie da un litro e mezzo l'anno. Con il depuratore quelle bottiglie non servono più, ma in cambio c'è l'acqua di scarto, oltre all'energia e ai filtri dell'impianto.
Non esiste una risposta valida per tutti. Per chi vuole ridurre la plastica e il trasporto delle casse, il depuratore è una soluzione concreta; per chi ha come priorità assoluta il risparmio d'acqua, conviene valutare anche tecnologie senza scarto. Il confronto tra le due strade è nella guida su osmosi inversa o microfiltrazione.
Il confronto completo dei costi, con litri, bottiglie e chili di una famiglia in un anno, è nella guida sul costo dell'acqua in bottiglia rispetto al depuratore.
Da cosa dipende lo scarto
Lo scarto di un impianto non è fisso: dipende dal progetto del modello e dalle condizioni dell'acqua di casa, in particolare dalla pressione della rete e dalla quantità di sali disciolti.
- Il progetto dell'impianto: membrana, eventuale pompa e regolazioni scelte dal produttore.
- La pressione dell'acqua di rete: con una pressione bassa la membrana lavora peggio.
- La durezza e il residuo fisso: più sali ci sono, più lavoro deve fare la membrana.
- La manutenzione: una membrana o dei prefiltri trascurati peggiorano il funzionamento.
Per sapere quanti sali ci sono nell'acqua del Suo comune, legga le analisi del gestore idrico: durezza e residuo fisso sono i due valori da guardare. Una membrana tenuta bene lavora meglio anche sul fronte dello scarto; per questo la manutenzione è un punto da chiarire prima dell'acquisto.
Come ridurre lo spreco in casa
Lo spreco si riduce usando l'acqua osmotizzata solo dove serve davvero, per bere e cucinare, e facendo una manutenzione regolare dell'impianto.
Usi l'osmosi solo per bere e cucinare
Per lavare i piatti o le verdure può bastare l'acqua di rete, che è già potabile.
Chieda il rapporto di scarto
Al momento della scelta, confronti il dato dei modelli e le condizioni in cui è misurato.
Rispetti la manutenzione
Prefiltri e membrana cambiati nei tempi indicati dal manuale fanno lavorare meglio l'impianto.
Controlli le perdite
Un rubinetto che gocciola o uno scarico che scorre sempre vanno segnalati all'assistenza.
Chi si chiede se l'acqua osmotizzata faccia bene o male troverà le risposte delle fonti ufficiali nella guida osmosi inversa fa male, che affronta anche il tema dei sali minerali.
Le domande da fare prima di scegliere
Prima di scegliere un depuratore a osmosi inversa conviene chiedere tre dati: il rapporto di scarto dichiarato, le condizioni in cui è stato misurato e la frequenza della manutenzione.
Cinque domande sullo scarto
Da fare al consulente durante la dimostrazione.
- Qual è il rapporto di scarto dichiarato per questo modello?
- A quale pressione e con quale acqua è stato misurato?
- Con la pressione di casa mia, il rapporto cambia?
- Ogni quanto vanno cambiati prefiltri e membrana?
- Come mi accorgo se l'impianto scarica più del normale?
I modelli Dry e Mikrobox della linea InAcqua Le vengono presentati con i cataloghi durante la Dimostrazione gratuita a domicilio: è il momento per chiedere il dato di scarto del modello. Per gli altri temi trova tutte le guide sull'acqua di casa nella categoria dedicata.
Domande frequenti sullo spreco d'acqua dell'osmosi inversa
Le risposte brevi ai dubbi più comuni sull'acqua di scarto.
Quanta acqua spreca un depuratore a osmosi inversa?
Secondo Altroconsumo, un impianto domestico manda allo scarico tra 1 e 2 litri di acqua per ogni litro di acqua osmotizzata prodotta. Il dato del singolo modello va chiesto al produttore.
Perché l'osmosi inversa scarta acqua?
Perché la membrana trattiene sali e impurità, e un flusso d'acqua continuo li porta via: senza questo lavaggio la membrana si intaserebbe.
Quanto scarta in un anno una famiglia di quattro persone?
Se beve dal depuratore circa 1.028 litri l'anno, cioè il consumo medio di acqua minerale di quattro persone, lo scarto va da circa 1.028 a 2.056 litri, cioè da uno a due metri cubi.
Lo scarto dipende dall'acqua di casa?
Sì. Contano la pressione della rete, la quantità di sali disciolti e lo stato di manutenzione di prefiltri e membrana, oltre al progetto dell'impianto.
Come si riduce lo spreco?
Usando l'acqua osmotizzata solo per bere e cucinare, rispettando la manutenzione indicata nel manuale e controllando che lo scarico non scorra quando l'impianto non produce acqua.
Fonti consultate
Questa guida si basa su fonti pubbliche verificate alla data di aggiornamento indicata in alto; i calcoli per famiglia sono di Bella Ita.
- Altroconsumo, Depuratori d'acqua: tipi, caratteristiche e funzionamento (si apre in una nuova scheda).
- Newsfood, Consumo di acqua minerale in Italia (si apre in una nuova scheda).
Guida a scopo informativo, basata sulle fonti citate.