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Depuratore a osmosi inversa e sistema di microfiltrazione affiancati sul piano della cucina

Acqua

Osmosi inversa o microfiltrazione: confronto per l'acqua di casa

Per scegliere tra osmosi inversa o microfiltrazione conta che cosa vuole togliere dall'acqua. La microfiltrazione trattiene particelle, sedimenti e, con il carbone attivo, il sapore di cloro: lascia i sali minerali e non scarica acqua. L'osmosi inversa trattiene anche quasi tutti i sali disciolti, quindi riduce molto il calcare. In cambio produce uno scarico e va regolata perché l'acqua non diventi troppo povera di minerali. Tutte e due vanno mantenute con regolarità.

Due tecnologie della stessa famiglia

Osmosi inversa e microfiltrazione sono entrambe filtrazioni su membrana: la differenza sta nella grandezza dei pori e quindi in quello che riescono a trattenere.

Le linee guida del Ministero della Salute sui dispositivi di trattamento distinguono quattro livelli di filtrazione su membrana, dal più largo al più fine. Più i pori sono piccoli, più sostanze vengono trattenute, fino ai sali disciolti.

I quattro livelli di filtrazione su membrana, secondo le linee guida del Ministero della Salute
TecnologiaParticelle trattenuteCosa significa
MicrofiltrazioneDa 0,05 a 10 micronSabbia, sedimenti, particelle sospese, molti batteri
UltrafiltrazioneDa 0,001 a 0,05 micronAnche particelle più fini e virus
NanofiltrazioneDa 0,0001 a 0,001 micronParte dei sali e delle molecole organiche
Osmosi inversaSotto 0,001 micronQuasi tutti i sali disciolti e gli ioni metallici

Un micron è un millesimo di millimetro. Nei depuratori domestici queste membrane sono spesso abbinate ad altri stadi, come i filtri a carbone attivo, che agiscono su odori e sapori.

Osmosi inversa e microfiltrazione a confronto

La tabella confronta le due tecnologie su sei punti pratici: cosa tolgono, sali minerali, calcare, scarico, manutenzione e spazio sotto il lavello.

Osmosi inversa e microfiltrazione per l'acqua di casa: il confronto
AspettoMicrofiltrazioneOsmosi inversa
Cosa toglieParticelle e sedimenti; con il carbone attivo anche odori e sapore di cloroAnche quasi tutti i sali disciolti
Sali mineraliRestano nell'acquaSi riducono molto: serve una regolazione
CalcareResta, come nell'acqua di partenzaSi riduce molto
Scarico d'acquaNessunoSì: una parte dell'acqua va allo scarico con i sali trattenuti
ManutenzioneSostituzione delle cartucce e sanificazionePrefiltri, membrana e sanificazione
Adatta seL'acqua Le va bene, ma non il sapore di cloroL'acqua è dura o vuole un'acqua più leggera

La scelta dipende quindi dall'acqua di partenza. Per questo il primo passo è leggere i dati del Suo gestore: durezza e residuo fisso dicono se il calcare è davvero un problema.

Quando basta la microfiltrazione

La microfiltrazione basta quando l'acqua del rubinetto Le va bene come sali e durezza, e vuole solo migliorarne il gusto o trattenere eventuali particelle della rete.

Il carbone attivo, spesso abbinato alla microfiltrazione, secondo le linee guida ministeriali è efficace contro i composti che danno odore e sapore all'acqua, molti dei quali legati al cloro usato per la disinfezione.

Il vantaggio principale è che l'acqua conserva i suoi sali minerali e che non c'è scarico: tutta l'acqua che entra nel depuratore esce dal rubinetto.

Il limite

La microfiltrazione non riduce il calcare. Se l'acqua è dura, oltre 30 °f, continuerà a lasciare depositi su bollitori e rubinetti. Le linee guida ricordano anche che, dopo un filtro a carbone, l'acqua va di solito disinfettata per evitare la crescita di microrganismi: chieda come lo fa l'apparecchio che Le propongono.

Quando conviene l'osmosi inversa

L'osmosi inversa conviene quando l'acqua è dura o molto ricca di sali e desidera un'acqua più leggera, a patto di regolare la salinità e di accettare lo scarico.

È la filtrazione più spinta disponibile in casa. Riduce molto il calcare e i sali disciolti, e per molte famiglie in zone con acqua dura è la ragione principale per sceglierla.

La regolazione dei sali

Le linee guida del Ministero chiedono attenzione al rischio di un'acqua troppo demineralizzata. Per questo alcuni sistemi hanno un regolatore di salinità. Trova il tema approfondito nella guida sul dubbio se l'osmosi inversa faccia male.

Lo scarico

Una parte dell'acqua in ingresso va allo scarico insieme ai sali trattenuti. Le stesse linee guida suggeriscono di informarsi sulla quantità scaricata e sul possibile riutilizzo per altri usi. I numeri, e come ridurli, sono nella guida sullo spreco d'acqua dell'osmosi inversa, tra le letture consigliate.

Dry e Mikrobox: i due depuratori della linea InAcqua

La linea InAcqua del partner InArredo propone due depuratori sotto il lavello: il Dry, a osmosi inversa, e il Mikrobox, un sistema multistadio compatto con cartucce modulari.

Dry e Mikrobox secondo la documentazione del produttore
AspettoDryMikrobox
TecnologiaOsmosi inversa con vessel brevettato VRO23Sistema multistadio compatto, con cartucce modulari
CaratteristicheSostituzione rapida della membrana e regolatore di salinitàFiltro antibatterico e antivirus, sensore anti-allagamento
MisureSuper compatto, secondo il produttore43 × 46 × 10,5 cm
Rubinetto di serieBeverino a leva o 2 vie BeverinoBeverino

Secondo il produttore, la configurazione del Mikrobox si adatta all'acqua da trattare. Chieda al consulente quali stadi sono previsti per la Sua acqua. Vantaggi, limiti e dettagli dei due modelli sono nella pagina sul depuratore acqua osmosi inversa.

Come scegliere in 4 passi

Per scegliere tra le due tecnologie bastano quattro passi: dati dell'acqua, obiettivo, spazio e manutenzione.

  1. Legga i dati del gestore

    Guardi durezza e residuo fisso del Suo comune: oltre 30 °f l'acqua è dura.

  2. Decida l'obiettivo

    Solo gusto e odore di cloro: microfiltrazione con carbone. Meno calcare e acqua più leggera: osmosi inversa.

  3. Misuri lo spazio

    Apra il mobile sotto il lavello e misuri larghezza, altezza e profondità libere, tenendo conto dei tubi.

  4. Chieda la manutenzione per iscritto

    Quali filtri, ogni quanto, chi li cambia e come si sanifica l'impianto.

Il confronto con le bottiglie, con i litri e i chili di una famiglia in un anno, è nella guida su costo acqua in bottiglia o depuratore.

Gli errori più comuni nella scelta

Gli errori più frequenti nascono dallo scegliere la tecnologia prima di conoscere l'acqua di casa: ecco i cinque che vediamo più spesso.

  • Scegliere l'osmosi per un problema di solo sapore, quando basterebbe un filtro a carbone.
  • Scegliere la microfiltrazione sperando di eliminare il calcare, che invece resta.
  • Non chiedere quanta acqua va allo scarico e se si può riutilizzare.
  • Non misurare lo spazio sotto il lavello prima dell'installazione.
  • Dimenticare che entrambe le tecnologie vanno mantenute con regolarità.

Il modo più semplice per evitarli è partire dai dati del gestore e fare le domande sulla manutenzione prima di decidere, non dopo. Se ha dubbi, chieda al consulente di mostrarLe le informazioni previste dal decreto 25 del 2012 per l'apparecchio che Le propone.

Domande frequenti su osmosi inversa e microfiltrazione

Le risposte brevi ai dubbi più comuni prima di scegliere il depuratore.

Qual è la differenza tra osmosi inversa e microfiltrazione?

La microfiltrazione trattiene particelle e sedimenti e lascia i sali minerali; l'osmosi inversa trattiene anche quasi tutti i sali disciolti e riduce il calcare, ma produce uno scarico.

La microfiltrazione toglie il calcare?

No. Il calcare dipende dai sali disciolti, che la microfiltrazione non trattiene. Per ridurlo serve l'osmosi inversa o un altro trattamento specifico.

La microfiltrazione spreca acqua?

No, non ha scarico: tutta l'acqua che entra esce dal rubinetto.

Quale tecnologia richiede più manutenzione?

Entrambe richiedono la sostituzione periodica dei filtri e la sanificazione. L'osmosi ha in più la membrana e i prefiltri che la proteggono.

Quale scegliere se mi dà fastidio solo il sapore di cloro?

Spesso basta una filtrazione con carbone attivo, che agisce su odori e sapori e lascia i sali minerali.

Fonti consultate

Questa guida si basa sulle linee guida ministeriali, su un'indagine indipendente e sulla documentazione del produttore, verificate alla data di aggiornamento indicata in alto.

  1. Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, Linee guida sui dispositivi di trattamento delle acque destinate al consumo umano ai sensi del D.M. 25/2012.
  2. Altroconsumo, Indagine sui filtri per l'acqua (si apre in una nuova scheda), febbraio 2026.
  3. InArredo, cartella della linea InAcqua: caratteristiche di Dry e Mikrobox.

Guida a scopo informativo, basata sulle fonti citate.

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