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Figlia che compila con la madre anziana i documenti per la detrazione al computer

Fisco e diritti

Detrazione per un familiare a carico: chi paga e chi detrae il dispositivo medico

La detrazione per un familiare a carico permette a chi paga un dispositivo medico, come una poltrona alzapersona, di detrarre il 19% della spesa anche se il dispositivo è per un genitore, un figlio o il coniuge. La condizione è che il familiare sia fiscalmente a carico e che dal documento risulti chi ha sostenuto la spesa. Se il familiare non è a carico, in generale il figlio che paga non può detrarre; fanno eccezione le patologie esenti, entro limiti precisi.

La regola: detrae chi paga, se il familiare è a carico

Le spese sanitarie, compresi i dispositivi medici, sono detraibili anche quando sono sostenute nell'interesse di un familiare fiscalmente a carico: detrae chi ha pagato, non chi usa il dispositivo.

La guida 2026 dell'Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie lo dice in modo semplice: le spese "sono detraibili anche se sostenute nell'interesse di familiari fiscalmente a carico". È la situazione tipica di una figlia che compra una poltrona alzapersona per la madre anziana che vive con lei e ha una pensione molto bassa.

Le regole sul documento sono le stesse di qualunque dispositivo medico: descrizione del prodotto, codice AD o PI oppure prova della marcatura CE, e l'indicazione di chi sostiene la spesa. Il procedimento completo, dalla fattura al modello 730, è spiegato nella pagina su come detrarre la poltrona nel 730.

Il punto da chiarire prima dell'acquisto, quindi, non è chi userà la poltrona, ma due cose: se il familiare è fiscalmente a carico e chi pagherà. Da queste due risposte dipende chi potrà portare la spesa in dichiarazione.

Nelle famiglie capita spesso il contrario di quello che si pensa: la persona anziana paga di tasca propria, ma a portare la spesa in detrazione sarebbe il figlio, che ha un reddito più alto. Non funziona così: la detrazione segue il pagamento, e il documento deve raccontare la stessa storia.

Chi è un familiare fiscalmente a carico

È fiscalmente a carico il familiare che nell'anno ha avuto un reddito complessivo fino a 2.840,51 euro; per i figli fino a 24 anni il limite sale a 4.000 euro.

I limiti sono indicati dall'Agenzia delle Entrate nelle pagine della dichiarazione precompilata. Nel reddito vanno contati anche alcuni redditi esenti o tassati a parte, come gli affitti in cedolare secca. Per molti genitori anziani con una pensione ordinaria, quindi, la condizione di familiare a carico non c'è.

Coniuge e figli

Il coniuge non separato e i figli possono essere a carico se rispettano il limite di reddito. Per i figli fino a 24 anni vale il limite più alto, 4.000 euro.

Genitori e altri familiari

Per i genitori e gli altri familiari, oltre al limite di reddito, conta la convivenza con chi li ha a carico oppure il fatto di ricevere da lui assegni alimentari. Dal 2025 alcune figure, come fratelli, suoceri e nipoti, non danno più diritto alle detrazioni per carichi di famiglia; secondo l'Agenzia, però, per questi familiari restano detraibili spese come quelle sanitarie, se ci sono i requisiti.

Se ha dubbi sulla situazione del Suo genitore, controlli la dichiarazione dell'anno precedente: i familiari a carico sono indicati nel prospetto dei familiari. In caso di incertezza, il CAF o il commercialista possono verificarlo in pochi minuti.

Quattro casi pratici in famiglia

Chi detrae dipende da tre elementi: se il familiare è a carico, chi paga e se c'è una disabilità riconosciuta; la tabella mette in fila i quattro casi più frequenti, secondo la guida dell'Agenzia.

Chi può detrarre un dispositivo medico acquistato per un familiare: quattro casi, secondo l'Agenzia delle Entrate
SituazioneChi pagaChi detraeDove va la spesa
Madre a carico, convivente, senza disabilità riconosciutaLa figliaLa figliaRigo E1, con franchigia di 129,11 euro
Padre a carico con disabilità riconosciuta, non deambulanteIl figlioIl figlioRigo E3, sull'intera spesa, senza franchigia
Padre non a carico, con una sua pensioneIl padreIl padreNella dichiarazione del padre
Padre non a carico, con una sua pensioneIl figlioIn generale nessunoSalvo patologia esente: rigo E2, entro limiti precisi

L'ultimo caso è quello che sorprende di più. Se il genitore non è a carico e il figlio paga al suo posto, il figlio non ha un familiare a carico per cui detrarre, e il genitore non ha sostenuto la spesa. Il risultato è che la detrazione, in generale, va persa.

Per questo conviene decidere prima chi paga. Se il genitore ha un reddito sufficiente per usare la detrazione, può essere più semplice che paghi lui, con il documento intestato a lui. Se invece è a carico, può pagare il figlio, con il documento che lo indica.

I casi reali sono spesso più intrecciati: due fratelli che dividono la spesa, un genitore a carico di un figlio ma che vive con un altro, una pensione che supera il limite di pochi euro. In queste situazioni la tabella dà l'orientamento, ma la risposta precisa va chiesta al CAF con i documenti in mano. Se preferisce conoscere prima il prodotto con tutta la famiglia, prenoti una dimostrazione senza impegno: il documento si prepara solo dopo.

L'eccezione delle patologie esenti

Se il familiare non è a carico ma ha una patologia che dà diritto all'esenzione dal ticket, chi paga può detrarre le spese correlate alla patologia, fino a 6.197,48 euro l'anno e solo per la parte che il malato non riesce a detrarre.

È il rigo E2 della dichiarazione. La guida dell'Agenzia pone tre condizioni: la spesa deve essere correlata alla patologia esente, l'importo massimo annuo è di 6.197,48 euro e vale solo la parte di spesa che non trova capienza nell'imposta del familiare malato.

In pratica, se il genitore ha un'imposta sufficiente per detrarre da solo la spesa, il figlio non può usare questa strada. Se invece il genitore ha un'imposta bassa o nulla, il figlio può detrarre la parte che il genitore non riuscirebbe a usare.

Il collegamento tra la spesa e la patologia esente deve risultare da documentazione medica o da un'autocertificazione del familiare malato. I documenti di spesa possono essere intestati al malato o al familiare che paga; se sono intestati a chi paga, devono indicare anche la persona per cui la spesa è stata sostenuta.

È una regola pensata per i casi più delicati, e non si applica automaticamente a ogni acquisto: prima di contare su questa possibilità, verifichi con il CAF se la spesa per la poltrona può essere considerata correlata alla patologia del Suo familiare.

Se il familiare ha una disabilità riconosciuta

Per una persona con disabilità riconosciuta, l'acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti va nel rigo E3: si detrae il 19% dell'intera spesa, senza franchigia, anche da parte del familiare che l'ha a carico.

Secondo la guida 2026 dell'Agenzia, il rigo E3 comprende "l'acquisto o l'affitto di poltrone e carrozzelle per inabili e minorati non deambulanti". Sono considerate persone con disabilità quelle con una minorazione certificata dalla Commissione medica della Legge 104 o da altre commissioni mediche pubbliche.

La fattura deve essere intestata alla persona con disabilità o al familiare, di cui la persona risulta fiscalmente a carico, che ha sostenuto la spesa. In questo caso non si sottraggono i 129,11 euro di franchigia: la detrazione si calcola su tutto l'importo.

Se la persona con disabilità ha anche diritto all'IVA al 4%, le due agevolazioni si sommano. Il calcolo su una base illustrativa è nella guida: quanto si risparmia con IVA 4% e detrazione, che mette a confronto tre situazioni.

Come preparare il documento di spesa

Il documento di spesa deve dire chi paga: per la detrazione di un familiare a carico conviene che la fattura riporti il codice fiscale di chi sostiene la spesa e, se possibile, anche il nome del familiare per cui il dispositivo è acquistato.

  1. Decida chi paga

    Prima dell'acquisto, in famiglia, stabilite chi sosterrà la spesa e chi la porterà in detrazione.

  2. Dia il codice fiscale giusto

    Al momento dell'acquisto comunichi il codice fiscale di chi paga, non solo quello di chi userà il dispositivo.

  3. Controlli la descrizione

    Il documento deve descrivere il prodotto e riportare il codice AD o PI; la sola scritta "dispositivo medico" non basta.

  4. Paghi con un mezzo che lascia traccia

    Per i dispositivi medici la guida ammette anche il contante, ma un bonifico o una carta intestati a chi detrae dimostrano meglio chi ha pagato.

Una domanda che molti figli si fanno è se serva la ricetta del medico del genitore. Per i dispositivi medici di serie in generale no: il tema è approfondito nella guida sulla prescrizione medica per la detrazione.

Gli errori più comuni nelle famiglie

Gli errori più frequenti nascono da decisioni prese dopo l'acquisto: un documento intestato alla persona sbagliata, un pagamento fatto da chi non può detrarre o una spesa divisa senza lasciarne traccia.

  • Il figlio paga per un genitore non a carico, con una pensione propria: in generale nessuno può detrarre.
  • Il documento indica il codice fiscale del genitore, ma a pagare e a detrarre è il figlio.
  • La spesa per una persona con disabilità viene messa nel rigo E1, con la franchigia, invece che nel rigo E3.
  • Due fratelli dividono la spesa senza che il documento lo mostri e poi non sanno chi può detrarre.

Sono errori semplici da evitare se ci si pensa prima: bastano cinque minuti in famiglia, prima della firma, per decidere chi paga e con quale codice fiscale viene emesso il documento. Per gli altri dubbi su detrazioni e IVA agevolata trova altre guide su fisco e agevolazioni nella categoria dedicata.

Domande frequenti sulla detrazione per un familiare a carico

Le risposte brevi ai dubbi più comuni dei figli che acquistano un ausilio per un genitore.

Posso detrarre la poltrona comprata per mia madre?

Sì, se Sua madre è fiscalmente a carico e dal documento risulta che la spesa l'ha sostenuta Lei. Se non è a carico, in generale può detrarla solo chi ha pagato tra voi due, cioè lei se paga lei.

Quando un genitore è fiscalmente a carico?

Quando nell'anno ha un reddito complessivo fino a 2.840,51 euro e convive con il figlio o riceve da lui assegni alimentari, secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate.

Il documento deve essere intestato a me o a mio padre?

Deve risultare chi sostiene la spesa. Se paga Lei per un padre a carico, conviene che il documento riporti il Suo codice fiscale; per il rigo E3 può essere intestato alla persona con disabilità o al familiare che l'ha a carico e ha pagato.

Se mio padre non è a carico posso detrarre qualcosa?

Solo in un caso: se ha una patologia esente dal ticket e la spesa è correlata alla patologia. Si detrae nel rigo E2, fino a 6.197,48 euro l'anno e solo per la parte che il padre non riesce a detrarre.

Con la disabilità la franchigia di 129,11 euro si applica?

Per le poltrone per inabili e minorati non deambulanti acquistate per una persona con disabilità, la spesa va nel rigo E3 e la detrazione si calcola sull'intero importo, senza franchigia.

Fonti consultate

Questa guida si basa solo su fonti dell'Agenzia delle Entrate, verificate alla data di aggiornamento indicata in alto.

  1. Agenzia delle Entrate, Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026: spese sanitarie (si apre in una nuova scheda).
  2. Agenzia delle Entrate, Precompilata 2026: familiari a carico (si apre in una nuova scheda).

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere del CAF o del commercialista sulla Sua dichiarazione.

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